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3 gennaio 2017

Soldi e spiritualità


Quello del difficile rapporto con i soldi è una questione che in molti di noi, soprattutto liberi professionisti e imprenditori, ma anche in parte i dipendenti, si trovano ad affrontare in questi anni. Inutile dilungarsi sui motivi che hanno dato vita alla situazione in cui ci troviamo, o sul fatto che solo i nostri politici non sembrano rendersi conto della realtà, o meglio se ne freghino perché pensano solo al proprio tornaconto, perché non è questo l’argomento del post.


Mi interessa invece mettere l’attenzione sul campo di gioco su cui si svolge la partita. Volendo portare avanti il parallelismo in termini calcistici, si può dire che ci sono tre fasi, o zone del campo, in cui si gioca l’incontro: difesa, centrocampo e attacco.


Le tre zone del campo sono i tre fronti della battaglia: il mondo fisico, quello emozionale e quello causale.


1. IL MONDO FISICO

Il primo fronte è quello nel mondo fisico, la Terza dimensione, la dimensione materiale, dove ci si batte per guadagnare e avere i soldi per pagare spese e debiti. Qui ognuno, in base al proprio lavoro e al proprio modo d’essere, cerca, e a volte trova, sistemi efficaci di risolvere la questione.


Banalmente una delle soluzioni possibili a cui prima o poi si arriva è quella di limitare le spese. L’assenza di soldi aiuta a sfrondare le i bisogni: capire cosa veramente è necessario, mentre per decenni siamo stati abituati, e spinti dai media con il loro marketing spesso disonesto, a comprare di tutto e di più, specialmente cose assolutamente inutili.

Riguardo ciò che effettivamente serve per vivere ormai con internet si possono trovare le offerte migliori praticamente per qualsiasi prodotto o servizio, stando attenti però a non cercare solo il prezzo più basso, ma il miglior rapporto prezzo-qualità. Il rovescio della medaglia è il fatto che non girano soldi nella società. Purtroppo è come un cane che si morde la coda: io non faccio lavorare te che non compri cose da lui che quindi evita di richiedere la mia consulenza o cerca comunque chi si fa pagare meno, scatenando una guerra di prezzi in cui troppo spesso vince l'offerta più bassa e raramente si guarda anche alla qualità del servizio o del prodotto offerto.


Un’altra strada da percorrere è ovviamente quella di cercare di aumentare le proprie entrate. Per farlo la tendenza rischia di essere quella di imbarcarsi in molte attività diverse, pensando, in parte giustamente, che più affluenti un fiume riceve e più abbondante sarà la sua portata d’acqua. Questo però rischia di diventare un gioco perverso, che alla fine potrebbe portare solo a disperdere energie preziose senza nessun reale vantaggio economico. Personalmente penso che, come dicevano gli antichi, “in medio stat virtus”: la virtù sta nel mezzo, ovvero bisogna equilibrare le energie tra le varie attività per ottimizzare i risultati. Poche attività, se non addirittura una sola, in cui ci si può definire esperti e lavorare ad un buon livello, riuscendo a raggiungere e fidelizzare un target di clientela scelta.


In un mondo sempre più multitasking, in cui la mente si perde dietro mille questioni inutili e di nessuna importanza, disperdendo energia e brancolando in mezzo al nulla, imparare a concentrarsi solo sulla questione più importante del momento è un elemento fondamentale. Ci sono molti testi sulla produttività e la gestione del proprio tempo da cui apprendere. Ne cito solo pochi, che ogni tanto rileggo per fissarmi alcune regole importanti: 4 ore alla settimana di Timothy Ferriss, Rework di Jason Fried e David Heinemeier Hansson, La consapevolezza del giocatore di golf di Gay Hendricks, I pilastri della ricchezza di James A. Ray, Produttività 300% di Max Formisano.

Nel mio lavoro ho stabilito alcune priorità. Naturalmente ci sono casi e urgenze in cui saltano tutte le precedenze, ma in linea di massima cerco di tenere conto di quest'ordine:

1. fare i lavori pagati bene e subito
2. fare i lavori pagati bene
3. fare i lavori pagati subito
4. fare i lavori pagati
5. fare i lavori non pagati (eh già… qualunque libero professionista o imprenditore sa bene che per vari motivi ce ne sono sempre: che si tratti di amici o di marketing…)


Il pericolo, quando le cose non si mettono bene, è quello di cercare in tutti i modi di fuggire dalla realtà. Jim Morrison diceva “Datemi un sogno in cui vivere, perché la realtà mi sta uccidendo”. Proprio quello che spesso facciamo tutti: crearsi un mondo nella propria testa dove rifugiarsi nei momenti difficili per non affrontare la realtà.
Un’altra illustre citazione, questa da Steve Jobs, che ha detto “Non vivere la vita di qualcun altro”. Invece noi viviamo sognando di essere qualcos'altro: questo ci aiuta a deresponsabilizzarci, a non affrontare le difficoltà e rimandare la soluzione dei problemi a tempi indefiniti.
"Illuminazione! Illuminazione! Svegliatevi. Quando sarete pronti a barattare le vostre illusioni con la realtà, i vostri sogni con i fatti, allora ci arriverete.
Solo allora la vita assumerà un significato, e diventerà splendida." Anthony De Mello, Messaggio per un'aquila che si crede un pollo.


E qui veniamo al secondo punto.


2. IL MONDO EMOZIONALE
Il secondo fronte, passando per il campo energetico della Quarta dimensione, appartiene alla Quinta dimensione: la dimensione delle emozioni. In questo mondo, una sorta di “centrocampo” della nostra vita, bisogna battersi per mantenere l’equilibrio in mezzo ai colpi dell'ansia, della depressione, del panico, della paura e delle altre emozioni che cercano di prendere il sopravvento su di noi.


Bisogna formare la propria squadra di centrocampisti tosti e solidi, gli Oriali della canzone di Ligabue, quelli che non fanno passare gli avversari: una sorta di diga invalicabile, che ferma la squadra avversaria e rilancia i nostri attaccanti…


Imparare a gestire le emozioni che lo stress della difficile situazione economica ci procura…


Anche in questa parte del campo ci sono studi e letture che possono aiutare. Ne cito solo uno a titolo di esempio, ma naturalmente con una piccola ricerca ognuno potrà trovare i suoi preferiti: il Metodo Option, tratto dal libro The Key di Joe Vitale, che consiste, descritto molto sommariamente, nel cogliere le emozioni interiori e “interrogarle” per conoscerle meglio e verificarne l’inutilità e l’inconsistenza. La pratica si fonda sul concetto di "autosservazione", spiegata nel testo di Anthony De Mello che ho citato sopra.

Mantenere l'equilibrio non è però il fine ultimo, ma solo un passaggio intermedio.
Salendo ancora e arrivando in zona Cesarini, dove il nostro attacco deve mettere a segno il risultato, giungiamo nel posto più importante: nel più profondo di noi stessi.


3. IL MONDO CAUSALE
Il terzo fronte riguarda il campo causale, la Sesta dimensione, dove risiedono le origini del nostro essere e dove si muovono le energie che governano la nostra vita. Qui bisogna cercare di capire perché ci troviamo in determinate situazioni (ad esempio le difficoltà economiche di cui stiamo parlando, ma anche malattie o relazioni difficili) nella nostra vita e come affrontarle e superarle.


Qui scopriamo che i problemi, le limitazioni, i blocchi che non ci permettono di avanzare, nascono e risiedono nel nostro subconscio, e da lì devono essere risolti e sradicati.

Bisogna scendere dentro sé stessi.

Ma come si fa? La prima cosa da capire è che non ci troviamo più nel mondo mentale, in cui un ragionamento o un concetto può spiegarci razionalmente cosa succede e come fare a risolvere la questione. Ora siamo in un campo totalmente diverso: un campo puramente energetico. Di una energia di carattere superiore, che vola molto in alto, dove gli strati di atmosfera sono più sottili e l'ossigeno è rarefatto, così che respirare diventa difficile e la nostra mente, in carenza di ossigeno, è solo un peso. Per i più razionali può essere di aiuto leggere testi di fisica quantistica: quella parte di scienza che rappresenta l'anello di congiunzione tra concetti scientifici e insegnamenti spirituali. Uno dei capostipiti è sicuramente Il Tao della fisica di Fritjof Capra, che non sono ancora riuscito a leggere tutto... Un altro testo molto interessante e scritto bene per entrare nel mondo dell'energia quantistica è Dalla PNL alla Quantistica di Alberto Lori. Trovate una "Piccola biblioteca ragionata" sul risveglio della consapevolezza in quest'altro mio post qui.
Tra l'altro entrare nel profondo di sé stessi e cercare le risposte e le soluzioni è il modo per migliorare anche il mondo in cui viviamo: Gandhi diceva "Sii il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo". E così diventa inutile lamentarsi e dare ad altri la responsabilità di tutto quello che ci succede o che vediamo intorno a noi.


Responsabilità: ecco una parola chiave. Lavorare su sé stessi non solo per risolvere i nostri problemi, ma perché in questo modo possiamo cambiare anche il mondo intorno a noi.


"Per aprire la strada al flusso dell'abbondanza divina bisogna innanzitutto cancellare i ricordi. Fino a quando i ricordi (blocchi, limitazioni) sono presenti nel Subconscio, essi impediscono alla Divinità di darci il nostro pane quotidiano". Hew Len (maestro di Ho’oponopono)


Le limitazioni si trovano nel subconscio, ed è lì che dobbiamo lavorare.


Le modalità di accesso al nostro subconscio sono varie: dalla psicoanalisi, anche quella meno "tradizionale" di Brian Weiss (Messaggi dai maestri), alla meditazione, alla pratica Ho’oponopono (che si può conoscere attraverso il libro Zero Limits di Joe Vitale e poi approfondire con altri testi).


Ripulire il subconscio dalle sovrastrutture e dalle limitazioni che ci pone vuol dire mettersi in diretto contatto con la nostra parte spirituale e, come effetto collaterale, essere in grado di percepire l’intuizione.

12 aprile 2015

Lo Zen e il tiro con l'arco di Eugen Herrigel

Riporto qualche passo di uno dei libri più belli sullo Zen che ho letto.

..."Lei deve" rispose il Maestro "tenere la corda tesa come un bambino piccolo tiene il dito che gli si porge. Lo tiene così stretto che non finiamo di meravigliarci della forza di quel minuscolo pugno. E quando abbandona il dito lo fa senza la minima scossa. Sa perché? Perché il bambino non pensa - mettiamo: ora lascio il dito per afferrare quest'altra cosa. Ma, senza riflettere e senza intenzione, passa da una cosa all'altra e si potrebbe dire che egli gioca con le cose se non fosse altrettanto giusto dire che le cose giocano con lui".

"Forse capisco a cosa lei allude con questo paragone" osservai. "Ma non mi trovo in tutta un'altra situazione? Quando ho teso l'arco viene il momento in cui sento che, se il colpo non parte subito, non posso più sostenere la tensione. E che cosa accade allora improvvisamente? Semplicemente questo: mi manca il respiro. E così devo far partire il colpo io stesso, come che vada, perchè non posso più aspettare che parta".

Lei ha descritto anche troppo bene" rispose il Maestro "dove sta per lei la difficoltà. Sa perchè non può attendere che il colpo parta e perchè il fiato le viene a mancare prima che il colpo sia partito? Il tiro giusto nel momento giusto non viene perchè lei non si stacca da se stesso. Lei non è teso verso il compimento, ma attende il proprio fallimento. Finchè le cose stanno così non le resta altra scelta che provocare lei stesso un accadimento che è indipendente da lei, e fintanto che lei lo provoca, la mano non si apre nella maniera giusta - come la mano di un bimbo; non scoppia come il guscio di un frutto maturo".

Dovetti confessare al Maestro che questa spiegazione accresceva la mia confusione. "Ma infine" feci osservare "tendo l'arco e tiro la freccia per colpire il bersaglio. Tendere è dunque un mezzo per uno scopo. Una relazione che non posso perdere di vista. Il bambino non la conosce ancora, ma io non posso più ignorarla".


"La vera arte" esclamò allora il Maestro "è senza scopo, senza intenzione! Quanto più lei si ostinerà a voler imparare a far partire la freccia per colpire sicuramente il bersaglio, tanto meno le riuscirà l'una cosa, tanto più si allontanerà l'altra. Le è d'ostacolo una volontà troppo volitiva. Lei pensa che ciò che non fa non avvenga"...

Link al libro

10 gennaio 2015

Zen quotidiano di Charlotte Joko Beck

La filosofia Zen è inafferrabile e a volte incomprensibile. Questo libro indica la strada, in modo semplice e chiaro, per trovarne l'essenza e viverla ogni giorno. Estremamente pratico. Lo Zen per le culture occidentali.


QUALCHE PASSAGGIO DEL LIBRO

Riporto solo un breve passaggio in cui l'autrice spiega la pratica di meditazione.

"All'inizio la pratica equivale a trovarci in una via rumorosa e trafficata; non riusciamo a trovare un angolino tranquillo, il traffico invade tutto lo spazio. .....

Il prossimo passo è entrare in un grattacielo e sporgerci dal terzo piano, osservando il traffico da quell'altezza. Ci appare già diverso, perché riusciamo a coglierne la direzione, il senso di marcia. Notiamo che, in un certo modo, non ha nulla a che fare con noi: si limita a scorrere.

Salendo sempre più in alto, noteremo che il traffico segue degli schemi: hanno una certa bellezza e spaventano più. E' ciò che è, e incominciamo a vederlo come uno splendido panorama. ..."

Qualche altro estratto:

"Sentendo la nostra vita insoddisfacente e inappagante, mettiamo in atto sottili meccanismi di fuga."
"Cosa facciamo quando qualcosa va per il verso storto? Ci fermiamo, elaboriamo, rimuginiamo e ci abbandoniamo alle congetture. Non funziona."
"Non si tratta di riprogrammarci, ma di liberarci di tutti i programmi vedendone l'irrealtà."
"Li seppelliamo in molti modi: sotto montagne di cibo, di alcol, di lavoro e di programmi televisivi."
"Abbiamo una mente egocentrica che ci procura una montagna di guai."

Per chi cerca la via di una crescita interiore.


27 giugno 2014

L'esperienza del Sé, la ricerca dell'approvazione altrui e la paura

"L'esperienza del Sé o dell'auto-riferimento implica prendere come punto di riferimento il proprio spirito e non gli oggetti delle nostre esperienze. Il contrario dell'auto-riferimento è il riferimento esterno, in base al quale subiamo sempre l'influenza degli oggetti posti al di fuori del Sé, tra cui le situazioni, le circostanze, le persone e le cose. Il riferimento esterno porta alla ricerca costante dell'approvazione altrui; in tal caso il nostro modo di pensare e il nostro comportamento si esprimono sempre in funzione di una risposta e, 
conseguentemente, si fondano sulla paura.
Il riferimento esterno, inoltre, fa nascere in noi una forte esigenza di controllare le cose, di esercitare un potere sull'ambiente circostante: il bisogno di approvazione, di controllo e di potere esterno sono in realtà dettati dalla paura."


Deepak Chopra

28 novembre 2011

Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy

Un altro libro del grande McCarthy. Devo dire non all'altezza della Trilogia della pianura e de La strada, ma credo che questa impressione sia dovuta più alle mie aspettative nei suoi confronti che ai contenuti, sempre di altissimo livello, dei suoi libri...
...che continuo comunque a divorare!

9 settembre 2011

Città della pianura di Cormac McCarthy

Grandissimo McCarthy: ho letto l'ultimo della cosiddetta Trilogia della frontiera (dopo Cavalli selvaggi e Oltre il confine). Un altro libro denso di verità e riflessioni. Ci sono pagine che andrebbero lette almeno 10 volte, per scoprirne ogni volta un nuovo livello di profondità.



20 agosto 2011

4 ore alla settimana di Timothy Ferriss

Ecco la cosa che mi piace di più di questo libro: il capitolo "E come Eliminazione". Una sorta di Zen applicato al lavoro. Io facevo praticamente tutti gli errori descritti qui!



26 giugno 2011

Cavalli selvaggi di Cormac McCarthy

E' il secondo libro che leggo di Cormac McCarthy e credo proprio aver trovato un altro autore di cui leggerò tutto. Ha la capacità di andare nel fondo di noi stessi, prendere in mano una luce e illuminare... Naturalmente non è sempre bello quello che ci fa vedere, ma è così che ha un senso!
E le storie belle, piene. Anche i personaggi "secondari" sono dipinti con pochi tratti, ma definiti nell'anima.


14 giugno 2011

CultBook di Stas' Gawronski

Ricomincia CultBook, trasmissione sui libri raccontata da Stas' Gawronski con un mix di immagini tratte da film e dal repertorio RAI. Bell'impatto visivo, ritmi moderni, grande musica.


Leggo sull'opuscolo di presentazione RAI: "Il cuore della trasmissione è il libro, non come oggetto per riempire gli scaffali ma come una nave su cui viaggiare e spalancare gli occhi sul mondo: CultBook è vedere storie."


dal 10 giugno il venerdì su Rai3 alle 00.40 e su RaiStoria il lunedì alle 20.00



8 maggio 2011

Un paio di libri che ho "non letto"

Sono rimasto senza letture e così, rovistando nella mia "biblioteca" ho trovato 2 libri che mi avevano regalato ma non avevo ancora letto. Tra l'altro 2 libri conosciuti, e credo anche famosi.
Così ho iniziato il primo.


E' "La versione di Barney" di Mordecai Richler. Quando leggo un libro, anche se all'inizio non mi dice granché, gli do sempre almeno una cinquantina di pagine di "chance" per catturare la mia attenzione: ma questo niente! Non capisco. Un tizio che racconta la sua vita, le sue varie beghe, a tratti anche divertenti certo, ma non sono proprio riuscito a proseguire oltre le fatidiche prime 50 pagine: non mi dava niente! Forse, anzi sicuramente, sono io che in questo momento ho bisogno di qualcosa di contenuti un po' più profondi, o forse semplicemente non l'ho capito. Fatto sta che l'ho abbandonato in una angolo della mia libreria. Magari lo riscoprirò tra qualche anno, o qualcuno mi illuminerà sulla profondità degli argomenti che io non ho percepito...


Il secondo libro era "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano. Qui non sono riuscito ad arrivare nemmeno alla pagina 50. Ho letto solo le prime 2 storie, arrivando a pagina 35. Storie tristi di bambini che finiscono male! Eppure mi pare sia un libro famoso, che ha vinto anche qualche premio! Forse avrei dovuto continuare a leggerlo, forse dopo ne avrei compreso le motivazioni e le profonde riflessioni... ma la tristezza che mi hanno trasmesso le prime pagine mi ha impedito di continuare: deprimente. Spero anche qui che qualcuno mi convinca del contrario...

14 aprile 2011

La coda dell'occhio di Nicola Bultrini

Ritrovo la poesia. Bella, pulita, profonda. E scopro che i poeti esistono ancora. Quasi non me ne ricordavo più nella bufera della vita... e invece eccoli: li ho visti, l'altra sera, con i miei occhi, riuniti in gruppo a salutare i versi di uno di loro.

Perché i poeti ci sono. E nutrono la nostra anima.



25 marzo 2011

Pranic healing avanzato di Master Choa Kok Sui

Io penso che nella vita bisogna come prima cosa avere una mente aperta, non condizionata dalle tante falsità che l'informazione cerca di passarci per una sorta di debito di marketing nei confronti di potenti, società, persone o lobby che siano.


E poi penso che non si debba mai credere e obbedire a dogmi o contestare idee o filosofie senza provare a sperimentare in prima persona, senza pregiudizi, certi insegnamenti.


Questo, insieme ad altri della serie, è un libro che spiega come applicare l'energia, la nostra energia, per curare i nostri corpi e i nostri chakra. Io ho partecipato a corsi e l'ho studiato. E applico questi insegnamenti.


L'energia va dove va il pensiero. (Master Choa Kok Sui)


Da provare, con mente aperta.





Chi è interessato all'argomento veda anche i corsi di Pranic Healing che fanno riferimento agli insegnamenti di Master Choa Kok Sui

11 marzo 2011

L'uomo che cammina di Jiro Taniguchi

L'uomo che cammina di Jiro Taniguchi è un libro di grande spiritualità. Un libro scritto in forma di fumetto, con una grafica essenziale ma profonda, un disegno pulito, in bianco e nero (il modo di rappresentare l'essenza delle cose).


Il racconto procede con un ritmo lento, riflessivo, anzi meditativo, attraverso capitoli in cui un uomo semplicemente cammina, attraversando un mondo di cui coglie aspetti e dettagli che a noi sfuggono (quasi) sempre. Leggendolo i battiti del cuore rallentano, la mente si calma.


Pochissime parole. Silenzio. Una colonna sonora creata dal rumore delle foglie, del vento e della città, che nella nostra vita quotidiana sono un lontano e fastidioso sottofondo ai nostri pensieri e al nostro stress, ma qui sono protagonisti del racconto.


Jiro Taniguchi si rivela un Maestro, e la sua è una grande lezione spirituale...
...e non è l'unica che ci da...


6 marzo 2011

The Key di Joe Vitale

Joe Vitale ci aiuta ad affrontare i nostri blocchi interiori e ci indica gli strumenti per rimuoverli e far fluire la nostra energia verso gli obiettivi che ci prefissiamo.



Per chi è interessato all'argomento scriverò un post sul Kriyashakti (materializzazione degli obiettivi) di Master Choa Kok Sui.

25 febbraio 2011

I cinque tibetani



I cinque tibetani non sono un gruppo di monaci buddhisti, ma cinque "riti", una sorta di esercizi fisici con implicazioni energetiche che attivano i Chakra (Centri energetici del nostro corpo, appartenenti alla sfera energetica, non a quella propriamente fisica).




Il libro spiega come fare per raggiungere l'eterna giovinezza mediante la riattivazione dei 7 chakra. Gli esercizi sono spiegati molto bene, anche attraverso illustrazioni. Si aggiungono ai 5 riti principali anche un sesto e un settimo rito, che lavorano sulla sfera sessuale e su quella mentale.


Le implicazioni sono infinite, e se ne potrebbe scrivere una enciclopedia, ma non sono mai stato un gran chiacchierone...

17 febbraio 2011

Cirano de Bergerac di Edmond Rostand

Una delle pagine più belle del Cirano di Bergerac...


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Orsù che dovrei fare? ...

Cercarmi un protettore, eleggermi un signore,
e dell'ellera a guisa, che dell'olmo tutore
accarezza il gran tronco e ne lecca la scorza,
arrampicarmi, invece di salire per forza?

No, grazie! Dedicare, com'usa ogni ghiottone,
dei versi ai finanzieri? Far l'arte del buffone
pur di vedere alfine le labbra di un potente
atteggiarsi a un sorriso benigno e promettente?

No, grazie! Saziarsi di rospi? Digerire
lo stomaco per forza dell'andare e venire?
Consumar le ginocchia? Misurar le altrui scale?
Far continui prodigi di agilità dorsale?

No, grazie! Accarezzare con mano abile e scaltra
la capra e intanto il cavolo innaffiare con l'altra?
E aver sempre il turibolo sotto de l'altrui mento
per la divina gioia del mutuo incensamento?

No, grazie! Progredire di girone in girone,
diventare un grand'uomo tra cinquanta persone,
e navigar con remi di madrigali, e avere
per buon vento i sospiri di vecchie fattucchiere?

No, grazie! Pubblicare presso un buon editore,
pagando, i propri versi! No, grazie dell'onore!
Brigar per farsi eleggere papa nei concistori
che per entro le bettole tengono i ciurmatori?

Sudar per farsi un nome su di un picciol sonetto
anzi che scriverne altri? Scoprire ingegno eletto
agl'incapaci, ai grulli; alle talpe dare ali,
lasciarsi sbigottire dal romor dei giornali?

E sempre sospirare, pregare a mani tese:
- Pur che il mio nome appaia nel Mercurio francese?

No, grazie! Calcolare, tremar tutta la vita,
far più tosto una visita che una strofa tornita,
scriver suppliche, farsi qua e là presentare?...
Grazie, no! grazie, no! grazie no! Ma... cantare,
sognar sereno e gaio, libero, indipendente,
aver l'occhio sicuro e la voce possente,
mettersi quando piaccia il feltro di traverso,
per un sì, per un no, battersi o fare un verso!

Lavorar, senza cura di gloria o di fortuna,
a qual sia più gradito viaggio, nella luna!
Nulla che sia farina d'altri scrivere, e poi
modestamente dirsi: ragazzo mio, tu puoi
tenerti pago al frutto, pago al fiore, alla foglia
pur che nel tuo giardino, nel tuo, tu li raccoglia!

Poi, se venga il trionfo, per fortuna o per arte,
non dover darne a Cesare la più piccola parte,
aver tutta la palma della meta compita,
e, disdegnando d'essere l'ellera parassita,
pur non la quercia essendo, o il gran tiglio fronzuto
salir anche non alto, ma salir senza aiuto!
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... e non perdetevi il film con Gerard Depardieu

1 febbraio 2011

"La consapevolezza del giocatore di golf" di Gay Hendricks



"La consapevolezza del giocatore di golf" è un libro fantastico. Non è solo per giocatori di golf, ma sicuramente chi gioca ne trae insegnamenti importanti.
L'autore, Gay Hendricks, è uno psicologo e consulente aziendale, di quelli che, soprattutto negli USA, vengono chiamati per aiutare manager, dipendenti e aziende a migliorare la propria attività. Ma il suo lavoro va molto oltre...


Ogni volta che gioco imparo cose nuove sulla mia vita, sul mio modo di lavorare e di relazionarmi agli altri. Follia? Avete mai visto come i giocatori affrontano un colpo dal rough (parte del campo con l'erba alta dove è quindi più difficile colpire la pallina)? Come dire una circostanza difficile nella vita o nel lavoro o nel rapporto con qualcuno?


"La terza via riguarda le relazioni.
Riguarda la nostra relazione con la palla, e anche molto di più.
Riguarda quei momenti della vita e dell'amore e del lavoro e del golf in cui i confini spariscono e noi diventiamo una cosa sola con l'attività che abbiamo davanti." (estratto dal libro)