Mi sto detecnologizzando!
Da un paio di anni il venerdì per me è giorno di "digiuno spirituale". Che vuol dire? Semplicemente che il venerdì non ascolto musica, non mi connetto a internet con il mio iPhone quando sono in giro , insomma limito la mia dipendenza dalla tecnologia per lasciare spazio alle percezioni e al rapporto con l'interno e l'esterno (evito anche i dolci, ma questo riguarda altri aspetti).
Con il passare del tempo mi sono reso conto che non avere sempre lo Smartphone in mano, non connettermi in continuazione a internet per scaricare la posta o controllare i tempi di attesa del bus alle fermate, alzando quindi la testa e aprendo gli occhi, mi ha fatto scoprire un mondo fatto di edifici e viali, architetture, e soprattutto volti, persone.
Riflessioni reali. Concentrazione. Ascoltare i propri passi. Guardare le persone negli occhi. Rapporto zen con la vita.
Adesso non porto più le cuffiette nelle orecchie e il mio iPhone è chiuso in borsa solo per le emergenze, che finora non ci sono mai state, per cui presto lo lascerò a casa...
Al posto di registrare note sull'App, ho ripreso in mano il taccuino a fogli bianchi e ho ricominciato a scrivere a mano, come sto facendo adesso: all'inizio scrivevo così male che io stesso non capivo la mia scrittura (questo è stato uno dei campanelli d'allarme che mi hanno spinto in questa direzione).
Ho ricominciato ad usare la memoria, per andare nei posti senza la mappa di google e ricordare i tragitti dei mezzi senza la solita App dell'iPhone.
Intendiamoci: mi piace e seguo ancora con attenzione la tecnologia (anche per lavoro tra l'altro), ma ho capito che a volte l'uso che se ne fa ci distoglie dalla percezione della nostra realtà interiore e del mondo esterno.
Certo, ora per comunicare con mia figlia non ho più WhatsApp e Facebook Messenger... mi toccherà telefonarle o inviarle sms!
Lo so, ho scoperto l'acqua calda, sono cose banali e conosciute, ma SAPERE una cosa (con la mente), SENTIRLA (con il cuore) e AGIRE (nel mondo fisico) di conseguenza non è poi così scontato...
P.S. E' con una certa emozione che stamattina ho lasciato l'iPhone a casa. Sono un uomo libero!
4 febbraio 2013
29 gennaio 2013
Movimenti tellurici (interiori)
Ti svegli con una sensazione di negatività.
Ti alzi.
Percepisci una piccola depressione della tua anima.
La giornata rischia di prendere una piega sbagliata.
Scandagli la tua vita per trovarne la causa.
Ma non trovi nulla.
Devi scendere nel profondo.
Ti alzi.
Percepisci una piccola depressione della tua anima.
La giornata rischia di prendere una piega sbagliata.
Scandagli la tua vita per trovarne la causa.
Ma non trovi nulla.
Devi scendere nel profondo.
Devi scendere nel profondo di te stesso per capire, per vedere cosa succede, dove nascono le tue sensazioni, le tue emozioni.
Non basta capire i movimenti superficiali.
Anche se sei in grado di controllarli.
L'energia a pelo d'acqua è ferma, ma ci sono correnti che scorrono in profondità sulle quali non hai controllo, e che anzi controllano te, guidano i tuoi stati d'animo, il tuo approccio alla vita e alla singola giornata.
Non basta capire i movimenti superficiali.
Anche se sei in grado di controllarli.
L'energia a pelo d'acqua è ferma, ma ci sono correnti che scorrono in profondità sulle quali non hai controllo, e che anzi controllano te, guidano i tuoi stati d'animo, il tuo approccio alla vita e alla singola giornata.
Zone pericolose.
Il lato oscuro.
Movimenti tellurici.
21 dicembre 2012
La vita dopo il parto
Una mia amica mi ha inviato questa bellissima storia.
Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè. Uno di loro chiede all’altro:
- Tu credi nella vita dopo il parto?
- Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi.
- Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
- Non lo so, ma sicuramente… ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca.
- Ma
è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo!
Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione … Ti dico una cosa: la
vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo
corto.
- Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
-
Però nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine
della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante
esistenza nel buio che ci porta al nulla.
- Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremmo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
- Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?
- Dove? Tutta intorno a noi! E’ in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe.
- Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista.
-
Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o
percepire come accarezza il nostro mondo. Sai? … Io penso che ci sia una
vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per
essa …"
3 dicembre 2012
Un mondo che va al contrario. La decrescita felice. La crescita della consapevolezza.
Questa crisi, lo penso da anni ormai, non è una semplice crisi che un giorno passerà. Come al solito ci raccontano un sacco di balle! "Ne usciremo nel 2013." "Nel 2014 l'economia ricomincerà a crescere." Balle! Questa crisi è una sveglia per la nostra consapevolezza: ci chiede di crescere!
Non è una "crisi", ma un nuovo stato delle cose.
L'economia della nostra società, governata da pochi potenti in tutto il mondo, spinge sempre alla crescita dei consumi, per arricchire pochi, e alla decrescita della consapevolezza, per mantenere il popolo bue nel suo stato di ignoranza. Che senso ha comprare automobili che camminano sulla nostra salute (per non usare termini più crudi), quando la nostra tecnologia ci permetterebbe di utilizzare mezzi a consumo e impatto ZERO, se non quello di riempire le tasche di multinazionali e politici, attraverso il consumo di petrolio e di medicinali per curarci dai danni dell'inquinamento...
Che senso ha comprare schermi tv sempre più grandi per essere indotti a comprare cose sempre più inutili e ascoltare notiziari che ci descrivono una realtà sempre più falsa solo per deviare la nostra mente dalla capacità di ragionare e soprattutto di INTUIRE?
BASTA.
Personalmente dopo aver rottamato la mia ultima auto non ne ho più ricomprate (ne ho una a mezzi con mia moglie che usa lei per le figlie) e giro felicemente con i mezzi pubblici, anche in una città come Roma che non è certo famosa per i suoi trasporti, spendendo per la tessera di un anno quello che spenderei per un mese di benzina (mi dispiace per i signori del petrolio e i loro amici...). Da anni non guardo un telegiornale e non compro giornali: mi informo solo su internet, dove ancora è possibile scegliere, cercare, capire.
Credo che questo nuovo stato delle cose ci stia insegnando a semplificare la nostra vita. La strada giusta non è la crescita dei consumi e la decrescita della consapevolezza, ma esattamente il contrario.
Abbiamo una capacità tecnologica che ci permetterebbe di recuperare anche il nostro rapporto con la madre terra (un matrimonio che sta andando inesorabilmente verso un divorzio definitivo, e pochi fanno qualcosa per evitarlo...): potremmo non inquinare più, non depredare più, utilizzare solo energie rinnovabili, non dover più abbattere foreste per la carta (i reader di ebook...).
Potremmo salvare le nostre vite e il nostro futuro!
Basterebbe crescere, non nei consumi, ma nella consapevolezza!
Non è una "crisi", ma un nuovo stato delle cose.
L'economia della nostra società, governata da pochi potenti in tutto il mondo, spinge sempre alla crescita dei consumi, per arricchire pochi, e alla decrescita della consapevolezza, per mantenere il popolo bue nel suo stato di ignoranza. Che senso ha comprare automobili che camminano sulla nostra salute (per non usare termini più crudi), quando la nostra tecnologia ci permetterebbe di utilizzare mezzi a consumo e impatto ZERO, se non quello di riempire le tasche di multinazionali e politici, attraverso il consumo di petrolio e di medicinali per curarci dai danni dell'inquinamento...
Che senso ha comprare schermi tv sempre più grandi per essere indotti a comprare cose sempre più inutili e ascoltare notiziari che ci descrivono una realtà sempre più falsa solo per deviare la nostra mente dalla capacità di ragionare e soprattutto di INTUIRE?
BASTA.
Personalmente dopo aver rottamato la mia ultima auto non ne ho più ricomprate (ne ho una a mezzi con mia moglie che usa lei per le figlie) e giro felicemente con i mezzi pubblici, anche in una città come Roma che non è certo famosa per i suoi trasporti, spendendo per la tessera di un anno quello che spenderei per un mese di benzina (mi dispiace per i signori del petrolio e i loro amici...). Da anni non guardo un telegiornale e non compro giornali: mi informo solo su internet, dove ancora è possibile scegliere, cercare, capire.
Credo che questo nuovo stato delle cose ci stia insegnando a semplificare la nostra vita. La strada giusta non è la crescita dei consumi e la decrescita della consapevolezza, ma esattamente il contrario.
Abbiamo una capacità tecnologica che ci permetterebbe di recuperare anche il nostro rapporto con la madre terra (un matrimonio che sta andando inesorabilmente verso un divorzio definitivo, e pochi fanno qualcosa per evitarlo...): potremmo non inquinare più, non depredare più, utilizzare solo energie rinnovabili, non dover più abbattere foreste per la carta (i reader di ebook...).
Potremmo salvare le nostre vite e il nostro futuro!
Basterebbe crescere, non nei consumi, ma nella consapevolezza!
6 ottobre 2012
3 ottobre 2012
Ricette senza lattosio e senza glutine: princìpi generali
spostato in http://senzalattosioesenzaglutine.blogspot.it/
14 settembre 2012
Una frase di Bernstein
"Per raggiungere grandi obiettivi, due cose sono necessarie. Un piano, e non abbastanza tempo"
“To achieve great things, two things are needed; a plan, and not quite enough time.”
Leonard Bernstein
“To achieve great things, two things are needed; a plan, and not quite enough time.”
Leonard Bernstein
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