26 dicembre 2020

2020: e se invece di lamentarci ne cogliessimo gli insegnamenti?

 Vado controcorrente, ma trovo che questo 2020 sia stato un anno estremamente interessante e proficuo. Ci ha fatto capire che è possibile vivere in modo diverso, che non siamo obbligati a tornare tutti i giorni a chiuderci nelle nostre scatolette di latta passando ore a stressarci nel traffico e inquinando il nostro pianeta. E' possibile cambiare la nostra società, per lasciare ai nostri figli un mondo migliore, un ambiente più pulito, una terra con qualche anno in più da vivere...

 E' assurdo, ma sembra che siamo tutti vogliosi di tornare alle nostre vecchie, insane, abitudini. Non vediamo l'ora di rinchiuderci nelle nostre macchine nel traffico, cliccando "mi piace" mentre ci incazziamo con chi ci taglia la strada o tagliandola noi agli altri facendoli incazzare, morendo di tumori e chissà quante altre malattie dovute all'inquinamento e allo stress che noi stessi provochiamo.

 Aspettiamo il vaccino, ennesima toppa posticcia che mettiamo per poter ripartire come e peggio di prima senza aver capito niente di quello che è successo... Come al solito poi saranno solo le grandi multinazionali a guadagnarci...

 E se invece imparassimo a vivere in modo diverso?

 Abbiamo capito che la tecnologia ci permette di non essere così legati al movimento e ai luoghi fisici: non è poco! Si certo già lo sapevamo: le grandi società già da tempo usano lo smart working, e tutti in fondo sapevamo già di cosa si tratta, ma mai è stato utilizzato in maniera così capillare e inserito nella società. Era un mondo a due velocità: quella ultraveloce di chi da tempo fa ampio uso delle tecnologie più aggiornate, e quella lenta di chi ancora si muove a passo d'uomo nel traffico per raggiungere una scrivania lontana chilometri da casa sua.

 Con piccole modifiche potremmo cambiare il nostro modo di vivere e il nostro rapporto con l'ambiente e gli altri. Tornando ad abbracciarci naturalmente: non parlo di una società chiusa nelle proprie casette in continuo smart working, parlo solo di aggiustare il tiro e prendere consapevolezza degli insegnamenti di questo periodo difficile.